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Three – 1 Film al Giorno

Il trittico, se così possiamo definirlo, è di difficile interpretazione; se i singoli episodi sono leggibili a vari livelli, l’insieme può sembrare disomogeneo in quanto frutto di tematiche diverse affrontate con stili molteplici. Per trovare un complesso punto d’incontro delle varie narrazioni dobbiamo abbassare lo sguardo, focalizzando su di una presenza sfiorata nel primo episodio, determinante nel secondo, metaforica nel terzo: il bambino.

Attenzione però a non confonderne il ruolo: i suoi occhi non sono filtro visivo di cui appropriarsi, ma punto di vista alternativo con cui confrontare la propria esperienza; ci muoviamo negli ambienti accanto a lui, non al suo posto. Il frammento del thailandese Nonzee Nimibutr e quello Hong Konghese di Peter Chan esplicano maggiormente, rispetto a Memories di Kim Ji-Woon (esercizio di stile in cui l’autore mostra tuttavia un’abilità tecnica ed un talento visivo impressionante) la necessità dello spettatore di riconoscere tale antitesi critica.

E’ comunque significativo come, proprio nell’episodio coreano, la carica emotiva dell’infanzia travolga letteralmente in una delle sequenze più affascinanti dell’intera opera: in una discussione familiare tesa, con anime in gioco sull’orlo dell’esplosione nervosa, la figlia del protagonista osserva, si alza, lascia cadere il palloncino che stringeva nel pugno; si allontana fuori campo. Nessuno la segue; lo aspettiamo, lo desideriamo per interminabili secondi (Ji-Woon gioca a suo piacimento con dilatazioni temporali ed improvvise accelerazioni), ma ognuno resta al proprio posto.

[Via: CoolstreamingFilm-Gratis]

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