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Adiconsum vs Sky: la tv del magnate perde sempre in tribunale!

adiconsumOgni anno sembra di vedere una storia già vista, infatti migliaia di consumatori contattano l’Adiconsum sulle pratiche scorrette di Sky per quanto riguarda le sue campagne pubblicitarie giudicate ingannevoli. Quest’anno inoltre è finalmente arrivata la tanto acclamata decisione del TAR del Lazio sul costo di recessione dell’abbonamento dalla tv del magnate.

Per la cronaca, Adiconsum è un’associazione di consumatori con oltre 122.000 associati costituita nel 1987 su iniziativa della CISL. Opera a tutela dei consumatori in piena autonomia dalle imprese, dai partiti, dal governo e dallo stesso sindacato. In particolare è impegnata sul fronte dell’usura e dell’accesso al credito e tramite il suo ufficio studi e progetti, realizza numerose iniziative a livello nazionale ed europeo, oltre ad importanti campagne di informazione e studi rivolti ai consumatori.

Da questo punto di vista, Sky quindi non sembra essere una delle imprese più corrette del settore e anche i consumatori se ne sono accorti e le lettere di protesta aumentano sempre più (basta andare su Google per trovarne alcune). Ora procediamo con ordine e vediamo dall’inizio 2009 cosa è stato deciso a favore dei consumatori, ricordando che tutte le denunce sono partite direttamente da Adiconsum.

Sanzione per pratiche commerciali scorrette (Agosto 2009)

Il provvedimento adottato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è anche la conseguenza di una denuncia fatta da Adiconsum dell’ennesima praticata commerciale di Sky a danno dei consumatori relativa allo spot pubblicitario “Christmas box. Un settore, quello delle tlc, dove le sanzioni da parte dell’Antitrust si ripetono periodicamente. La ragione è ovvia: il business è ampiamente superiore alla sanzione. Per questo Adiconsum insiste nel chiedere di risarcire anche i consumatori vittime.

Sfruttamento loghi delle regioni per nuovi abbonati (Luglio 2009)

L’Antitrust ha condannato Sky per vendita scorretta in merito alla campagna pubblicitaria, che sfruttando la chiusura della tv analogica e con l’utilizzo dei loghi delle regioni interessate dallo Switch Over, cercava di far nuovi Abbonati. Con la condanna l’Antitrust ha confermato che Adiconsum aveva ragione e che Sky ancora una volta dimostra di non usare metodi corretti nei confronti dei consumatori. Nella sentenza, AGCM ha sottolineato che la rappresentazione adoperata da Sky in merito alla situazione che si verrà a creare successivamente al passaggio al Digitale Terrestre è fuorviante perché utilizza uno strumento di “aggancio” del consumatore per far sì che quest’ultimo decida di sottoscrivere un abbonamento, sulla base di un presupposto fattuale non corretto ed equivoco usando i loghi istituzionali delle regioni, peraltro senza autorizzazione delle stesse.

Tar del Lazio su costi di recissione abbonamento (Giugno 2009)

Anche per il Tar del Lazio, agli utenti sono addebitabili i soli costi connessi alla disattivazione dell’impianto in caso di chiusura del rapporto con Sky. Il Tribunale Amministrativo, quindi, ha respinto il ricorso dell’azienda che riteneva, quanto stabilito dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, lesivo dell’iniziativa economica di impresa. Ricordiamo che il provvedimento dell’Autorità era stato emanato su indicazione anche di Adiconsum, secondo cui nei costi di recesso devono essere annoverati solo i costi minimi (10,58 Euro). Adiconsum attende ora che l’Agcom estenda al più presto quanto deliberato per Sky, anche a tutte le altre aziende di telecomunicazioni che richiedono costi di recesso eccessivi.

False informazione switch-off dtt regioni interessate (Marzo 2009)

In Piemonte, Lazio, Trentino e Valle D’Aosta, Sky lancia una campagna abbonamenti sfruttando una comunicazione legata al prossimo switch-off, informando sulla chiusura della tv analogica. Tutto sarebbe lecito se le informazioni fornite fossero vere e non creassero disinformazione nei cittadini su un passaggio tecnologico così importante come la prossima chiusura della tv analogica. Nel volantino distribuito in tutti i negozi di elettronica, Sky comunica le seguenti false informazioni (qui la spiegazione dettagliata):

  • E’ iniziato lo spegnimento del segnale analogico della TV- SPECIALE PER LA TUA REGIONE
  • In Lazio (si adatta ad ogni regione) la tv analogica si spegne, Sky accende una nuova visione
  • Nella tua regione si spegne la tv analogica. Per fortuna c’è Sky. La tua regione passa al digitale terrestre e spegne il segnale tradizionale. Quindi non potrai più ricevere in analogico i canali in chiaro, come la RAI, Mediaset, e le tv locali“.
  • Presenza del simbolo della regione. La presenza del simbolo istituzionale della regione inganna il consumatore che pensa di leggere un’informativa istituzionale

Le conclusioni di Adiconsum fanno riflettere: perchè Sky continua con questi comportamenti a danno dei consumatori? Quanto accaduto denota, ancora una volta che Sky non pone affatto attenzione al rispetto dei diritti dei consumatori e che per accrescere il proprio bacino d’utenza è disposta anche a non rispettare il codice del consumo. Queste sanzioni che si aggiunge alle precedenti, evidenzia ancora una volta che la sanzione non è in sè fattore deterrente sufficiente a impedire pratiche commerciali scorrette. Il fatto sconcertante è che le sanzioni da parte dell’Antitrust si ripetono periodicamente. La ragione è ovvia: il business è ampiamente superiore alla sanzione.

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