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Auotirizzazione del Governo per trasmettere eventi in live streaming?

censuraIl quotidiano “La Repubblica” ha rivelato che probabilmente ci saranno grosse novità sul fronte Internet. Infatti ha annunciato che per trasmettere eventi in live streaming servirà l’autorizzazione del Governo. Cosa??? Si tratta di una palese forma di censura penalizzando la diffusione in streaming di contenuti utili se sono sprovvisti di una burocratica e laboriosa quanto strana autorizzazione. Andiamo con ordine.

Aldo Fontanarosa su Repubblica.it ha rivelato che sarà necessario ricevere un’autorizzazione da parte del Governo e ottenere l’iscrizione ad un registro per trasmettere eventi, concerti, manifestazioni sportive e altro in diretta streaming sul Web. Questa è la sostanza di un provvedimento che sarà discusso dal Consiglio dei Ministri, insieme a nuove norme per la televisione italiana e al decreto legge per l’oscuramento dei siti Internet.

Secondo il quotidiano infatti, il provvedimento destinato a cambiare le regole, dopo l’approvazione del Governo, entrerà subito in vigore, senza alcun passaggio in Parlamento. Si prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni debba predisporre un regolamento relativo ai servizi diffusi in diretta continua su Internet.

Sulla base del regolamento scritto da Agcom, il Governo si assumerà il compito di autorizzare i servizi. Repubblica.it ha rivelato inoltre che sarebbe intenzione del Governo anche abbassare il tetto per la raccolta pubblicitaria per Sky Italia e le altre pay TV, portandolo dal 18 al 12%. Secondo le ultime notizie diramate dalle agenzie di stampa, però, sembra che il governo abbia deciso di fare marcia indietro. Insomma, fatta una vaccata, arriva anche la seconda derivata dalle continue e fastidiose pressioni di Sky… la politica fa sempre i propri interessi.

Alcune fonti politiche, infatti, avrebbero spiegato che nel decreto, al quale sta lavorando il viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani, sarebbe stata eliminata la parte che riguarda il tetto più basso per le pay-tv.

Tutte queste questioni, oltre che a dare potere alla tv del magnate nonostante tutti i suoi comportamenti atti a raggirare la fiducia e il portafogli degli italiani, portano ad una regressione informativa e tecnologica del parte del nostro Paese con la possibilità che vengano applicati filtri di Rete come accade in nazione non propriamente democratiche.

A scanso di equivoci, non stiamo assolutamente dicendo che l’oscuramento ove effettivamente violi la legge di contenuti in live streaming sia sbagliato, stiamo semplicemente dicendo che avere l’autorizzazione del Governo e l’applicazione di filtri di Rete non sono la soluzione adatta per questo genere di questioni, infatti per ovvie ragioni non sarebbe un valore di una società democratica come dovrebbe essere la nostra.

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